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ODISSEA

«In questo lavoro non si è inteso mettere in scena tutta la storia dell’Odissea – spiega il regista Gabriele Boccacini - ma si sono voluti cogliere gli aspetti più stimolanti, quelli che, in quanto archetipi, pur affondando le radici nella cultura più antica, riemergono in quella contemporanea».

Sulla base della celebre traduzione in endecasillabi della poetessa ferrarese Giovanna Bemporad (scomparsa nel gennaio di quest’anno), che diede personalmente il benestare per l’utilizzo teatrale del suo lavoro, Stalker Teatro compone così una narrazione semplice, sfoltendo il complesso intreccio del poema omerico, pur mantenendone intatto il respiro archetipico.

Individuati alcuni frammenti chiave – l'incontro con il re Alcinoo, l’antro della maga Circe, la discesa agli Inferi, il ritorno a Itaca – la narrazione procede dunque per “stazioni”. Ma a differenza di una rappresentazione medievale, qui è lo stesso pubblico a prendere parte attivamente alla creazione del racconto. La vicenda del protagonista, Ulisse, viene estesa a tutti i partecipanti, gli Ulissidi: non solo i performer della compagnia e i partecipanti al laboratorio, che assumono collettivamente le funzioni dei vari personaggi, ma gli stessi spettatori trasformati – secondo la peculiare poetica stalkeriana – in spett-attori.

La storia da narrata si fa agita, la rappresentazione diventa presentazione di fatti (semplici gesti, azioni coreografate con oggetti di scena) che accadono realmente e in tempo reale, e lo spazio teatrale, normalmente esclusivo e distante, si trasforma in ambiente teatrale condiviso e praticato da tutti i partecipanti all’evento.

C. Dehoux, “La Provence”, Avignone – luglio 2002
«È un'Odissea vissuta attraverso sensazioni molto concrete: i rumori, lo sfiorarsi, le ombre, le luci. Lo spettatore partecipa attivamente allo spettacolo senza esservi costretto o forzato, ma invitato con delicatezza».

> il progetto realizzato con l'asl to2